Cinque dei principali problemi della nostra civiltà

21.00.2020, 19:00
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Cinque dei principali problemi della nostra civiltà

"Chi nella ragione non vive il sublime,
percepisce il sublime come terrificante e falso"

La vita dell'uomonell'attuale era tecnologica non può continuare a essere un laboratorio sperimentale di politica e affari, bensì deve essere organizzata secondo un programma elaborato da intellettuali illustri.

Inoltre proprio in questo momento, come risultato dello sviluppo di processi civilizzatori e geoclimatici sul pianeta Terra sono sorti dei rischi che minacciano l'esistenza stessa dell'umanità. Questi rischi sono tanto pressanti da balzare in primo piano perfino rispetto alla minaccia di una guerra termonucleare. Perché i politici sono in grado di scongiurare un'apocalisse nucleare, ma la mancata comprensione del pericolo reale dei rischi planetari probabilmente si tramuterà in una irreparabile catastrofe.

In relazione a ciò, stimatissimo mi permetta di esporLe i rischi principali che minacciano l'umanità e ai quali è necessario urgentemente porre attenzione.

1. Prima minaccia planetaria: il rischio ecologico.

Tra il 21 agosto e il 1 settembre del 2019 sono state registrate le temperature più alte della storia al Polo Nord, il 27 agosto è stato segnato il record storico di 35°C. Si sono liquefatte 470 milioni di tonnellate di ghiaccio e a partire dal mese di ottobre queste acque stanno inondando l'Europa. Si è venuta a creare una situazione catastrofica sui ghiacciai montani di tutto il mondo, sulle Alpi, sui Pirenei, sulle Ande, sull'Himalaya, sulla Cordigliera, Sul Tien Shan, sul Kunlun, nel Caucaso, ecc. Negli ultimi cinque anni hanno perso 2,2 tln di tonnellate di ghiaccio; la riduzione del volume del ghiaccio montano provoca una diminuzione delle acque dolci, che comporta l'inaridimento e la desertificazione delle terre e la morte dell'agricoltura in ampi territori ai piedi delle catene montuose. Lo scioglimento dei ghiacciai modifica il corso dei fiumi montani, distrugge la flora e la fauna delle regioni, aumenta il rischio di consistenti cadute di massi e di straripamenti.

Le riserve mondiali di ghiaccio ammontano a 30 mln di chilometri cubi. Se le tendenze del riscaldamento globale si manterranno ai livelli attuali, tra 5 anni il 3% di questo volume sarà liquefatto. Lo specchio delle acque emerse crescerà di 80 cm, tra 12 anni di 1m e 60cm. È forse necessario elencare quali città scompariranno dalla carta dell'Europa e del mondo e di quanto, in percentuale, si ridurrà la terra ferma? E se tutta la massa dei ghiacci si liquefacesse, le acque emerse mondiali crescerebbero di più di 70 metri.

Oggi nell'atmosfera del pianeta si trovano già 3,3 tln di tonnellate di CO2. La prima soglia di peggioramento della generale salute umana è 5 tln di tonnellate; a tale cifra, in considerazione degli attuali livelli di consumo totale, l'umanità arriverà già tra 7-8 anni. La seconda soglia di pericolo circa la quantità di СО2 nell'atmosfera è 8 tln di tonnellate e a meno di una rivoluzione ecologica, questa cifra sarà raggiunta entro il 2040. Entro il 2050 raggiungeremo la terza soglia di 15 tln di tonnellate e la vita sul pianeta cesserà di esistere.

Ci avviciniamo al massimo termico che, come prevediamo io e altri ecologi, arriverà intorno al 2055-60, quando la temperatura delle acque emerse avrà raggiunto i 21 gradi, mentre quella dei ghiacci i 9 gradi. Dalle acque emerse e dalle zone dei ghiacci perenni si verificheranno emissioni di trilioni di tonnellate di metano, conseguentemente inizierà l'incendio millenario mondiale: è già accaduto più di una volta, distruggendo letteralmente ogni cosa! 

Per superare la crisi ecologica ho proposto alla comunità mondiale il progetto EuRICAA. I due volumi «EuRICAA: modello per un futuro di pace. Il primo modello globale di infrastruttura mondiale» e «EuRICAA: manifesto ideologico per una rivoluzione ecologica. Codice dei nuovi standard per la civiltà dell'Eco sapiens» sono stati pubblicati in 13 lingue sul sito www.euricaa.org. Il progetto prevede innanzitutto un cambio di mentalità dell'uomo moderno: la trasformazione da Homo consumers a Eco sapiens, l'uomo con una coscienza ecologica, per fermare le conseguenze dell'influsso antropogenico.

Già tra 7-10 anni ci sveglieremo una mattina di gennaio e percepiremo una temperatura estiva, come se fosse luglio. Invece a luglio ci attenderà il freddo di gennaio. Il concetto di stagione cadrà nell'oblio. Ma ormai sarà tardi per cambiare qualcosa. In queste condizioni l'agricoltura morirà. Davvero l'Homo consumers cadrà tanto in basso da convertire crematori e cimiteri in fabbriche per la produzione di proteine per compensare la mancanza di alimenti? E probabilmente è proprio quello che succederà se non modificherà la propria mentalità e non accoglierà la visione dell'Eco sapiens. 

Se non verranno investite enormi risorse in campo ecologico (anche a scapito dei colossali finanziamenti militari), la temperatura del pianeta continuerà immancabilmente a salire, lo scioglimento dei ghiacci si velocizzerà e le città d'Europa saranno sommerse dalle piogge. Il livello delle acque emerse salirà e il territorio europeo diminuirà. Inizierà l'emigrazione globale dei popoli. Dove potranno emigrare gli europei? In Africa? Ma nel sud del continente africano già oggi circa 50 milioni di persone soffrono la fame per le alte temperature e la siccità. Spariscono la flora e la fauna, si prosciugano fiumi e laghi. Sempre più africani assumono cibo una volta ogni due-tre giorni.

L'alternativa è una sola: le sconfinate distese della Russia. Da noi, in Germania, la densità della popolazione è di 227 persone per chilometro quadrato, mentre in Russia è di 7 persone, uno degli indici più bassi del mondo.

Pensi al futuro, cerchiamo di stemperare tutti insieme i toni della retorica militaresca.

Non lasci che la Russia passi definitivamente all'Asia, avvicinandosi a Cina, India, Vietnam e altre nazioni... Sono già cominciate le consultazioni per la creazione della UEA – Unione Economica Asiatica, che riunirà più di tre miliardi di persone. E noi con chi rimarremo? Con Estonia, Lettonia e Montenegro? La popolazione di queste nazioni si potrebbe collocare senza sforzi in un quartieruccio della megalopoli cinese di Canton o in una dozzina di case di Mumbai.

Possibile che tra 20-30 anni saremo costretti a ribattezzare la Bismarckstrasse di Amburgo come via Deng Xiaoping? E gli Champs-Élysées di Parigi come viale Indira Ghandi? E a Londra ci sarà via Gengis Khan? E no, non in seguito a un'occupazione, ma con un percorso pacifico: economia, acquisto di immobili, e altri beni, e il potenziale demografico!

I politici quelli europei devono cominciare seriamente a considerare tale prospettiva come altamente probabile. Le opzioni di sviluppo del futuro prossimo devono essere considerate preparandosi a evitare gli scenari peggiori.

È necessario considerare seriamente l'idea di un avvicinamento alla Russia. Entro gli anni Trenta questa dovrà entrare a far parte dell'Europa unita. Tale avvicinamento diventerà espressione di un «buonsenso puramente pratico».

Suscita particolare stupore l'incontro degli ecologi a Madrid (2019), nel quale si sono riunite persone che non hanno trovato una propria identità in politica ma che, evidentemente, desiderano ritrovare se stessi nella difesa dell'ambiente. Non funziona così! L'ecologia è un programma scientifico e non politico. Una sola nazione non può risolvere tutti i problemi ambientali, si tratta di una questione globale la cui soluzione è possibile solo con l'unione di tutti i paesi del mondo per l'adozione innanzitutto di nuovi standard ecologici. Tali standard sono misure concrete e le discussioni politiche generiche non possono essere d'aiuto in questo caso.

2. Seconda minaccia planetaria: lo sviluppo incontrollato dell'intelligenza artificiale. Questo comporta l'estromissione dell'uomo dal mercato del lavoro. Secondo la mia previsione già entro il 2030-35 perderà il posto di lavoro più di un miliardo di persone. Che cosa faranno i politici con una tale quantità di disoccupati? Li includeranno in un programma assistenziale? Li trasferiranno nelle grotte?

L'androide Sofia è diventata famosa in tutto il mondo e ha ottenuto la cittadinanza dell'Arabia Saudita. Corteggiatori da tutti i paesi le offrono il proprio cuore e sognano di sposarla. I suoi profitti affascinano il sesso forte. Oltre a Sofia sono stati creati qualche migliaio di robot-androidi dalle fattezze umane, decine, centinaia di migliaia di piattaforme per l'intelligenza artificiale che già oggi sostituiscono architetti, giuristi, bancari, contabili ecc. E per di più diventano anche “membri” di famiglia.

Sul mercato cinese è apparsa la ragazza-robot Alison, che nell'aspetto risponde ai canoni di bellezza cinesi, ha la pelle morbida e i tratti del viso delicati. I creatori hanno arricchito l'androide con qualità particolari: gentilezza, deferenza, docilità. Per un effetto più realistico, Alison è in grado di eseguire numerose espressioni facciali, copiando alla perfezione quelle umane. Alison è richiestissima sul mercato.

Anche il Giappone ha rilasciato un nuovo tipo di donna-androide, questo robot non è solo molto bello, ma anche decisamente sensuale. La prima tiratura a quattro cifre è andata esaurita immediatamente. I giapponesi più solitari ci hanno trovato l'analogo di una moglie che parla con il suo “sposo”, lo ascolta, esegue ogni tipo di lavoro domestico e si presta perfino nell'intimità.

I produttori di androidi, su commissione delle donne, si apprestano nel 2020 a lanciare i mariti-robot. Anche i cyborg hanno ormai caratteristiche ideali. Per le foto degli androidi si consulti il sito www.euricaa.org .

Nei prossimi cinque-dieci anni si conteranno già centinaia di migliaia di androidi (di aspetto femminile e maschile). «Non pretenderanno allora una propria organizzazione statale?»

 Le cifre note a tutti rattristano sia me che lei, è evidente: nel bilancio statale della Cina nel 2018 sono stati destinati 5,4 mld di dollari allo sviluppo dell'intelligenza artificiale (cifre in costante aumento). Inoltre gli investimenti privati nel campo della rete neurale in Cina nello stesso anno hanno raggiunto i 25 mld di dollari. 

 Nel bilancio statale USA per il 2020 per le borse di studio destinate agli sviluppatori dell'intelligenza artificiale è stata predisposta la cifra di 4,9 mld di $. Il settore privato americano, invece, ha investito in questo settore nel 2018 più di 36 mld di $ e anche queste cifre sono in progressivo aumento.

 Giappone: gli investimenti privati nella rete neurale negli ultimi 7 anni ammontano a più di 5 mld di dollari ogni anno.

 Israele: questa piccola nazione di persone talentuose, nonostante i suoi problemi politici e militari, nel 2018 ha destinato per lo sviluppo della IA 2,3 mld di $.

 Questi paesi guardano al proprio futuro con serietà e prospettive rosee.

 Dal bilancio dell'UE per lo sviluppo della rete neurale per il triennio 2018-2020 sono stati stanziati 1,6 mld di dollari, cioè meno del 10% del budget dei suoi diretti concorrenti.  Le imprese private dell'UE nel 2018-2019 hanno investito per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale 7 mld di dollari, vale a dire circa il 10 % degli investimenti privati di Cina e Usa, il 60% degli investimenti dei giapponesi e solo il 70% rispetto agli israeliani.

 Nello stesso periodo le aziende tedesche nel 2018 hanno destinato al settore dell'IA solo 910 milioni di $.

Noi siamo abituati a pensare che il progresso tecnologico della civiltà contemporanea si sia sviluppato grazie alla nostra intelligenza. Possibile che ora sia necessario separarsi da questo frammento così significativo della nostra storia? Il potere totale a livello mondiale sarà appannaggio di quelle nazioni che investono attivamente nello sviluppo dell'intelligenza artificiale, in particolare nella rete neurale, e questo accadrà nei prossimi sette-dieci anni!

3. Terzo problema globale planetario è la necessità di un potenziamento biologico dell'uomo. La creazione di un nuovo soggetto civilizzato, l'Homo cosmicus, la preparazione biologica dell'uomo alla vita nello spazio. L'uomo potrebbe non avere modo di attendere i risultati dell'evoluzione e delle mutazioni cieche, quindi deve iniziare indipendentemente a trasformare la propria sostanza biologica. Il corpo umano è costituito da quelle stesse particelle elementari di cui è composto tutto ciò che si trova nell'universo, pianeti, stelle, comete , nebulose e altri oggetti. Tuttavia neanche un Paese investe sul processo evolutivo della biologia umana, perché non ne vede il risvolto economico. Si tratta di un progetto umanitario volto ad aiutare l'umanità, all'occorrenza, a trasmigrare nell'Universo per conservarsi come specie. La scienza contemporanea è in grado di farlo. Tuttavia gli investimenti più imponenti, centinaia di miliardi di dollari, vengono destinati dalle principali aziende allo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Proprio nel momento in cui è necessario per prima cosa investire risorse nell'uomo, nello sviluppo della scienza che può innalzare la civiltà umana a un nuovo livello.

Non c'è contraddizione tra il controllo pubblico dell'intelligenza artificiale e gli investimenti nel perfezionamento della condizione biologica umana. Questi due processi devono procedere in parallelo e ovviamente la priorità va data all'Homo cosmicus.

La invito a riflettere su quanto segue perché io non sono nella condizione di poterlo comprendere. Noi, follemente, guidiamo la classifica per le spese militari. Nel 2019 la NATO ha speso più di 1 tln di dollari USA. Pensiamoci: ci serve davvero un blocco militare così enorme e tanto oneroso sul piano finanziario? Perché noi partecipiamo tanto attivamente a questa isteria folle? Non è forse che il consumo sconsiderato ci ha privato della ragione? Il mondo è pieno di armi nucleari, decine di migliaia di bombe e ordigni. I loro possessori, i proprietari di ogni possibile missile terrestre, subacqueo o aereo, sono qualche migliaio. Domanda: a che scopo il mondo ha bisogno di un inimmaginabile numero di aerei, carri armati, cannoni, blindati, ovvero tutto ciò che viene chiamato arma comune? Perché si possano bombardare la Libia, la Serbia e la Siria? Per combattere in Afghanistan? Uno scopo piuttosto dubbio! Si può avere un esercito di centomila uomini tra soldati e ufficiali senza un budget così oneroso. Inoltre l'attuale base fisica della NATO provoca un danno ecologico enorme al pianeta, sia con la produzione di armi, sia con le manovre e le esercitazioni di tiro.

Non ci sono dubbi: se le principali potenze si dovessero scontrare in un conflitto utilizzando le armi comuni, colui che dovesse intravedere la sconfitta ricorrerebbe al proprio potenziale nucleare e il mondo sarebbe condannato. Non possono esserci vincitori in una guerra come questa. Perderebbero tutti!

Voglio ricordare che anche una sola bomba atomica di 10 megatoni ha forza annientatrice. È noto che nove bombe atomiche da 10 megatoni possono risolvere qualsiasi conflitto. E l'Europa, da Gibilterra agli Urali, sarebbe un continente completamente spogliato di qualsiasi essere vivente. E di queste bombe ce ne sono migliaia. Qualunque grande città con i suoi abitanti, le proprietà, le infrastrutture, Dio non voglia, sarebbe ridotta in cenere. È davvero questo il destino che ci attende?

 Seconda componente fondamentale del problema globale e continentale: nell'esercito della NATO prestano servizio centinaia di migliaia di tedeschi e milioni di europei. Si tratta di una poderosa risorsa demografica sottratta alla scienza, all'economia e alla cultura. È il momento, a dispetto della lobby dell'industria bellica, di procedere al disarmo internazionale. Non c'è altro futuro per l'Europa e per il mondo!

Propongo agli intellettuali, ai politici, agli esperti militari e agli ecologi d'Europa di riunirsi al più presto ad Amburgo, affrontare il tema della riforma della NATO ed elaborare una nuova idea di sviluppo tecnologico e politico del nostro continente. Senza questi programmi l'UE tra dieci anni diventerà un'unione di stati del terzo mondo.

Suggerirei di promuovere discussioni pubbliche a livello europeo sulla riforma della NATO. Delle 28 nazioni-membro lasciarne solo 9: Germania, USA, Olanda, Francia, Austria, Belgio, Gran Bretagna, Spagna e Italia. Gli altri paesi d'Europa potranno stringere accordi di solidarietà con i “Nove”, ma non esserne parte, così da non fare pressione psicologica con la loro isteria antirussa su di noi, cittadini dell'UE, su di lei, sui vertici NATO, su tutto il potere politico europeo  e perché il continente europeo non continui a essere la regione del Pianeta più ad alta tensione. A partire dal 2020 è necessario compiere passi effettivi e coerenti per l'abbassamento della tensione politico-militare . L'Europa dovrà rafforzarsi tra le strutture politico-economiche tecnologicamente sviluppate più potenti del mondo moderno. 

Nel programma di Amburgo è necessario introdurre le questioni della lingua e della cultura. Per intensificare l'integrazione europea è ormai necessaria una riduzione delle lingue: nella storia della civiltà non è la prima volta che succede. Solo nell'ultimo millennio sono scomparse più di 80 lingue: anglo-normanno, gallico, gotico, ecc.

Proporrei di discutere una riforma linguistica. Introdurre in tutte le nazioni d'Europa l'inglese in qualità di seconda lingua ufficiale e dare la preferenza al suo sviluppo sul territorio europeo. Un esempio perfetto sono gli USA che, dopo lunghe discussioni hanno scelto l'inglese come unica lingua ufficiale.

Noi dobbiamo diventare un'unica nazione. Probabilmente siamo già diventati un'unica etnia. Presti attenzione ai miei calcoli circa la formazione delle etnie. Se in uno stato ci sono da 1 a 3 mln di persone, tra 20 generazioni praticamente tutta la popolazione sarà costituita da un'unica famiglia, composta da cugini, cugine e nipoti. Se la popolazione è di 100 milioni, questi diventeranno parenti tra loro in 26 generazioni, se è di 1 miliardo, in 30 generazioni (per la mia formula matematica della consanguineità si consulti il sito www.euricaa.org ).

Lo sviluppo umano cci impone di creare un'unica nazione europea, con un'unica lingua, una sola cultura e un'unica civiltà.  Idea comune dell'Europa deve diventare il rafforzamento del potere del continente, sia spirituale, che tecnologico, che intellettuale. In futuro non potranno esistere a pieno titolo paesi con popolazioni di uno, cinque, dieci, quindici, venti o trenta milioni di persone. La Cina, per esempio, ha già annunciato l'aumento dell'indice demografico fino a 2 miliardi entro il 2040, mentre entro il 2060 fino a 2,5 miliardi di persone.

La Cina nell'ultimo periodo ha unificato sette grandi lingue e più di 80 lingue periferiche (che sono state mantenute solo come dialetti) in un'unica lingua orale e scritta, il putonghua o mandarino. In realtà per il momento sono state conservate quattro lingue scritte, il tibetano, il mancese, il mongolo e lo zhuang, sebbene nel paese convivano 56 etnie piuttosto numerose. In India di trenta lingue che esistevano nella seconda metà del XX secolo (tra cui le maggiori sono il tamil e il telugu) si è deciso di lasciarne solo due ufficiali, l'hindi e l'inglese. La Russia ha diffuso la propria lingua tra trentasette etnie non russe dell'Eurasia. La lingua è la componente più importante di una cultura, senza la quale non è possibile creare una nazione unita.

La seconda questione fondamentale per la creazione di uno stato europeo è il Testo Unico di legge. Questo deve inglobare tutte le norme di vita sociale, dei diritti costituzionali e dalle libertà dei cittadini ai diritti familiari, lavorativi, penali e processuali riuniti. Solo norme legislative unificate, malgrado le particolarità storiche delle diverse regioni, potranno consolidare i popoli in una nazione unita. Una necessità impellente è quella di unificare i requisiti, inclusi quelli per gli organi locali di governo, per il rilascio dei permessi per l'edificazione, il commercio, la produzione industriale, l'agricoltura e l'ecologia.

Nei paesi meridionali dell'UE, Italia, Spagna, Francia, Grecia e Bulgaria, si attende per anni di ricevere i più elementari documenti e permessi per l'avvio di un'attività commerciale. Il sistema giuridico suscita molte critiche: è necessario aumentare il numero dei giudici per non dover attendere le sentenze per anni. È necessario elaborare severe norme giuridiche per il funzionamento della macchina burocratica dell'UE. Che spesso si erge al di sopra della legge.

Risultato: l'economia in questi paesi è debole e non vi si riscontra una reale crescita.

Se non si risolveranno queste questioni fondamentali, la Lingua Unica e il Testo Unico di legge, l'UE non ha alcuna prospettiva storica.

4. Quarto problema globale: attualmente il mondo non compie sforzi concreti per affrontare il rischio asteroidi. Il rischio asteroidi è una minaccia planetaria. Al momento è stato studiato più del 90 percento dei parametri di movimento degli asteroidi e sono stati fatti calcoli di probabilità della loro caduta sulla Terra. Si posseggono dati su qualche migliaio di corpi celesti e asteroidi, riguardo ai quali è nota l'orbita, la massa, la velocità, la rotazione e altri parametri. Tuttavia la possibile interazione gravitazionale con i grandi pianeti e l'impatto con altri asteroidi possono comportare l'apparizione inaspettata nello spazio di corpi celesti non previsti, i cui parametri sono ignoti.

Nel primo caso, gli scienziati avrebbero per tempo le informazioni sul movimento dell'asteroide verso la Terra, nel secondo invece il corpo celeste apparirebbe all'improvviso e il tempo per scongiurare l'impatto sarebbe estremamente ridotto. Si conoscono due tipi di contromisure per prevenire l'impatto di un asteroide con il pianeta Terra. Il primo è attaccare l'asteroide e sbalzarlo fuori dalla traiettoria di volo. Tuttavia un asteroide si muove a una velocità di 25-30 km al secondo, mentre le moderne tecnologie non prevedono sistemi con una simile velocità (massimo fino a un km al secondo). La seconda opzione è una sollecitazione termica a impulsi sull'asteroide in volo. In questo caso la superficie dell'asteroide evapora, modificandone l'orbita. Un'analisi preliminare ha mostrato che l'energia necessaria a questo processo può essere fornita da un ordigno nucleare. Ma attualmente sono in vigore alcuni accordi internazionali che vietano le esplosioni nucleari e il lancio di armi atomiche nello spazio e questo non permette di condurre esperimenti. C'è un'unica speranza: se le organizzazioni internazionali concorderanno nel togliere il divieto agli esperimenti per la difesa del pianeta dagli asteroidi, questo potrebbe salvare la Terra dalla distruzione.

5. Quinto problema globale: negli ultimi tempi i vertici della NATO e altri influenti politici europei si sono pronunciati circa la possibilità di includere l'Ucraina nel blocco atlantico. Io e i miei amici abbiamo un dubbio piuttosto fondato: ma nelle strutture della NATO lavorano dei professionisti? Persone che davvero comprendono le peculiarità del mondo contemporaneo? Hanno idea del potenziale bellico di Russia e Cina? Dopo annunci tanto insensati mi sono convinto che non è così. I vertici dell'Alleanza sono circondati da dilettanti che volutamente forniscono informazioni distorte e inattendibili. L'invito insistente dell'Ucraina nella NATO avvicina la guerra all'Europa.

È necessario comprendere che cosa succederebbe se in una riunione dell'alleanza Nordatlantica venisse presa la decisione di accogliere l'Ucraina tra i suoi membri: il potere politico-militare russo non lo permetterebbe. Si può essere certi al cento percento che comincerebbe una guerra al centro esatto dell'Europa, con il possibile utilizzo di armi atomiche. Inoltre il giorno precedente all'ingresso dell'Ucraina nella NATO le truppe russe inizierebbero a invadere il territorio ucraino.

Si scatenerebbe un conflitto bellico globale nel quale verrebbero coinvolti la mia famiglia, i miei compatrioti tedeschi, e siamo più di 82 milioni, mentre tutti gli europei sono circa 500 milioni di persone. Si creerebbero milioni di profughi. Dosi mortali di radiazioni... La questione dell'ingresso dell'Ucraina nella NATO deve essere eliminata dall'ordine del giorno pubblicamente, all'unanimità e per sempre. Il mio paese, i miei cari, la mia nazione tedesca nel XX secolo hanno già vissuto la Prima e la Seconda guerra Mondiale. Nella nostra memoria sono ancora vive le terribili immagini di queste tragedie, decine di milioni di morti. La guerra non serve né a noi. La prego, cambiate atteggiamento, date meno credito ai vostri colleghi dell'Europa occidentale e allo loro retorica antirussa.

Negli anni 70-80 da noi in Germania e in altre nazioni esistevano movimenti pacifisti potenti a cui io stesso spesso ho aderito. Oggi purtroppo ci si è dimenticati di ogni cosa. Come se fosse scomparso il pericolo dell'insorgere di una guerra.

Ho elencato cinque dei principali problemi della nostra civiltà: la crisi ecologica, lo sviluppo incontrollato dell'intelligenza artificiale, la necessità di un perfezionamento biologico dell'uomo, il pericolo costituito dagli asteroidi e la minaccia di una guerra in Europa. La loro serietà costituisce la base concreta per un dialogo intenso con la Russia. Sui seguenti temi: riduzione degli armamenti (la produzione dei quali peggiora la già critica situazione ecologica del pianeta), la diminuzione delle spese militari, il rafforzamento della cooperazione europea per la pace.

Prima di premere il bottone atomico si capisce a quali conseguenze si va incontro. Quando il discorso riguarda l'ecologia, l'intelligenza artificiale e il pericolo asteroidi, non ci si rende conto fino in fondo di come possa andare a finire.

Bisogna ricordare che il nostro Pianeta si trova sull'orlo di una catastrofe globale. Sono convinto che oggi noi siamo indietro sul resto del mondo per:

  • politica ecologica;
  • sviluppo dell'intelligenza artificiale, in particolare quello della rete neurale;
  • potenziamento biologico dell'uomo;
  • difesa dal pericolo asteroidi;
  • attività per scongiurare una guerra: gli incontri di politici e militari occidentali e orientali danno l'impressione che la guerra sia dietro l'angolo. 

A tutta l'élite d'Europa e del mondo! Vi preghiamo di rinnovare gli sforzi per assicurare la pace, la sicurezza e il progresso in Europa, assolvendo alle priorità fondamentali: una nuova politica ecologica, il potenziamento biologico dell'uomo, un controllo attivo sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale, la sicurezza cibernetica, il contrasto delle minacce militari, la salvaguardia e il consolidamento della pace.

Meno retorica aggressiva: è necessario eliminarla dalle relazioni internazionali.

Con profondissimo rispetto,
dott. Aleksandr Potёmkin,
cofondatore del gruppo ecologico
«Club di Amburgo»,
Amburgo

P.S. Si prega di leggeredi il primo libro di EuRICAA: «EuRICAA: modello per un futuro pacifico. Il primo modello globale di infrastruttura mondiale ».

Questo messaggio e i volumi del progetto EuRICAA saranno inviati ai governi di Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Germania, Norvegia, Spagna e Svezia e ai vertici dell'Unione Europea e della NATO.

Agli intellettuali, ecologi, studiosi, a chi è sensibile all'argomento! È il momento di fondare il partito «Europa Unita». Salvate il continente!

Io non aspiro a guidare il partito o entrare nel quadro dirigente, sono pronto a esserne un membro comune.

Termino questo messaggio con le parole del grande scienziato: “Il mondo sarà distrutto non da coloro che fanno il male, ma da chi li osserva e non prende provvedimenti”.

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